I mutui green diventano cruciali per garantire i fondi necessari per eseguire i lavori, dato che hanno tassi di interesse più bassi rispetto ai mutui standard. Mentre assistiamo ad una imminente perdita di appeal sul Superbonus che porterà alla sua cancellazione nel 2026, l’Italia si prepara alla sua corsa per adeguarsi ai parametri stabiliti dalla direttiva case green dell’UE passerà soltanto attraverso la convenienza dei mutui green. Le proiezioni per accedere ad un mutuo green hanno come risultato la miglior offerta a tasso fisso e a febbraio il tasso si attesta al 2,35% rispetto al 2,67% di un mutuo standard. Divario che si allarga esaminando i tassi medi: 2,57% per un fisso green contro il 3,00% per un fisso tradizionale.
Prestiti agevolati che saranno cruciali non solo e non tanto per l’acquisto di nuove abitazioni, quanto più fondamentali per la ristrutturazione delle case già esistenti, che hanno bisogno di migliorare la propria efficienza energetica se l’Italia vuole centrare i target di decarbonizzazione degli edifici stabiliti dall’Unione Europea.
Ma quanto costerà agli italiani risistemare gli edifici?
Per rispettare i parametri fissati dalla direttiva case green il costo sarà di 180 miliardi di euro. Una cifra importante, anche perché ci sono 5 milioni di edifici, pari al 40% del totale nazionale, in classe energetica G, la più bassa, la peggiore per efficienza.
La stima è stata fatta dall’Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano, che ha elaborato un modello ad hoc per calcolare questa spesa.
Per rendere l’idea della grandezza dell’investimento che attende il nostro Paese, basti dire che, solo nel 2023, grazie a Superbonus, Ecobonus, Bonus ristrutturazione e Bonus barriere architettoniche sono stati spesi 95 miliardi di euro per migliorare l’efficienza energetica degli immobili, con il segmento residenziale a farla da padrone.
(Fonte mutui online)



